The Eraser

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Occhio a fare terra bruciata intorno.

A proposito di terra, visto che è un Lunedì abbastanza negativo nonostante stia cercando di ignorarlo, parliamo di Sabato in cui siamo stati a Volterra e finalmente, dopo non so quanto tempo, sono riuscita a fare qualche foto di street.
Che volevo sottolineare sono le foto che mi diverto più a fare, specialmente quando penso
"Ma che ce frega?"
E allora mi dimentico di molte impostazioni mentali, di tante combinazioni chiamate tempo e diaframma, concedendomi la libertà di provare.
Mentre faccio questi ragionamenti passano soltanto dei millisecondi, tanto che non mi rendo conto di farli. Sono cose che vengono dopo.

Venerdì, invece, sono entrata alla mostra di Tommaino per fare un servizio fotografico con Andy [ che poi non si è fatto].
Ma non è importante.
Quello che c'è da evidenziare, in realtà, è che dopo tre minuti avevo già l'orticaria, causato dal clima dell'alta cultura e dell'alta arte. Alta cosa?
Forse ALTRA arte, cioè quella che non è arte. Ma che cazzo è l'arte?
Bella domanda.
Io non lo so, ma di certo se vedo delle cose che non mi PARLANO e che non sono nemmeno delle BELLE cose, nell'accezione più stretta del termine, allora penso
si va proprio dietro all'incomprensibile.
Perché voler dare un significato a qualcosa che non ce l'ha? Perché questa forzatura
e voler stupire.
Se un significato c'è arriva, se non c'è arriva l'esigenza di volerlo trovare.
Ma abbiamo già fallito in partenza.

Ti piace?
Beh. A me no.
Fattene anche una ragione.

Easy

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Potere decisionale.

Io credo fortemente che la mia università ed i miei professori insegnino.
Cioè, questa cosa non è banale.
Mettersi in discussione non è banale.
Motivare ogni singolo pensiero che si trasforma in un'idea che si trasforma in un segno che assume un significato. Sentirsi chiedere continuamente perché.
Dover parlare ad un gruppo di persone che non conosci, mettendo sui tavoli come sei, cosa e come vedi,
oltre che i tuoi disegni, interessarti di arrivare e convincere che stai facendo una cosa giusta.
Sentirsi dire: questo è interessante. Cioè, per me ha un valore ENORME.
E mica esagero.
Per quello quando sento dei miei amici terrorizzati per un esame da preparare su power point e da spiegare in aula, dico sempre: benvenuto nel mondo reale.
Qui è sempre così, c'è sempre e dico SEMPRE qualcuno che guarda, osserva, che pone domande. Quante volte dopo ore e giorni di disegni che io pensavo
"oh a 'sto giro ho fatto qualcosa di decente"
e mi sono vista strappare tavole, impuntarsi su un dettaglio per me, ed invece per qualcun altro era di fondamentale importanza. Direi discriminante. E le incazzature da non dormirci la notte.
E' formativo, anche per la fotografia, per qualsiasi cosa esca dalle mie mani.
Quando fai una cosa, anche se bella ci DEVE essere un motivo, un punto di partenza ed un punto di arrivo; sai che se non hai il motivo gli altri lo percepiscono, come se ti trovassi in mezzo ad un campo minato a pensare
"Qui c'è qualcosa che non va". Un briciolo ironica la cosa.

Ascoltare quello che le persone vogliono dirti. Sentirsi svuotati ma allo stesso tempo pieni
di altre cose
nuove.
E' così.
Ed è la cosa che mi piace di più.