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A rincorrere le nuvole.

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In questi mesi le giornate sembrano finire troppo presto per iniziare ancora prima. 
Sembra che il problema non sia prendere la strada più lunga o quella più corta
ma avere fretta.

Oggi però è domenica, a tutti gli effetti.
Girovagare senza meta, fermarsi a respirare l'aria delle colline, godere del panorama, guardare una micro fiera in un micro paesino sorseggiando un bicchiere di birra artigianale. 
Essere appagati delle piccole cose. 
Metto al sicuro il mio mondo ed il mio sorriso
nei tuoi occhi .


Happy life, happy faces...

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Questa vacanza mi ha rovinata!
Sono state le mie parole durante i festeggiamenti del matrimonio di mia cugina, fin troppo floreale, fin troppo spagnolo... Ed avevo ragione, vista la febbrina del ritorno.
Attorno ad un tavolo di risate, bottiglie di vino, salsine speziate, scattare foto a caso, perché al buio completo è difficile mettere a fuoco qualcosa.
I piedi nudi sprofondati nell'erba umida, la luna chiara da laggiù. Gli invitati che ti prendono in simpatia, i bambini che ti fanno le facce buffe in risposta alle mie, ti si mettono in posa ma aspetti che non siano più in posa per scattare, finire a ballare Bob Marley con la nikon al collo che non si sa mai.

L'acqua tiepida sulle gambe, riconoscere qualche voce lontana dei metri, fare video scemi e le foto brutte da vacanza che ho sempre voluto fare.
Non avevo mai visto l'oceano.
Tutto intorno scorre
sedersi sulla riva in solitudine e chiudere gli occhi a tutto quel sole, quel vento.
Sorridere, nel sentirti vicino al cuore.

... E mi sogno i sognatori che aspettano la primavera ...

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Stasera mi viene da ripensare a quella letterina che ti ho fatto recapitare qualche mese fa.
Al fatto che avrei anche voluto rileggerla insieme, un giorno. Riderci su.
Ero quasi convinta che a 'sto giro la vita avrebbe potuto piacevolmente sorprendermi, perché avevo fatto un passo in avanti.
E tutte le parole che spesso mi tengo in un posto inutile, tra il cuore e le labbra, le avevo messe lì, nero su bianco e poi sarebbero passate a te.
Cosa ci poteva essere di sbagliato. Era la cosa più giusta da fare.
Invece il tempo, a volte, se ne frega, spesso portandoti via le cose migliori, dal basso verso l'alto con fare sicuro come per chiederti
cos'altro poteva mai accadere, secondo te?-
Il tempo altre volte ti segna la pelle, ti scava dentro mettendoti a nudo, guardandoti
bene bene in viso.

Comunque niente.
Era per dirti che nonostante il tempo passi e tu abbia preso il tuo treno a vapore
io ti porto ancora con me, dentro la stessa canzone. E va bene così.


"C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero"

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Bello avere dei limiti ed incazzarcisi, bello riuscire ad imparare qualcosa, incamerare, tenerselo stretto, bello che non ci sia un nome ma un modo di fare, bello rimanere così impressi nelle persone e dare un'impressione positiva
negativa.

Bello spacciarsi per la parte debole, bello che la gente ne sia convinta, bello stare un gradino sotto al piedistallo e vedere distintamente cadere da lassù, bello stare coi piedi per terra

ed essere in India, Africa o
tra i cieli bluissimi
soltanto immaginati
bello aprire gli occhi e trovarti lì che stai dormendo.

Dovessi scegliere
non mi cambierei con nessun altro.

Se vuoi, vuoi.

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Voglio viaggiare, vedere ancora tantissime cose. Stare all'estero per un po'.
Arredarmi una casina mia, non troppo grande, con qualche angolo iper colorato ed un divano comodissimo vicino ad una grande finestra che affaccia sui tetti, tutti l'uno accanto all'altro.
Voglio una parete su cui scrivere quello che mi passa per la testa, un'altra su cui appendere fotografie a seconda dell'umore, a seconda dei miei sogni.
Entrare nell'ingresso, posare le borse, la giacca, sciogliere i capelli e sentire quell'abbraccio che mi fa capire di essere finalmente a casa.

Un giorno vorrei una famiglia, dei figli, delle responsabilità grandi.
E poi al mattino, mentre mi rigiro assonnata nel letto, ritrovarmi a fianco la persona che voglio avere accanto anche a distanza di dieci, quindici, vent'anni.

Sì, guardarla
e sorridere.





Non avere paura di avere un cuore.

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Non è un caso se certi posti ci richiamano a sé. O forse sì, ma non ha importanza.

Certi spazi ci parlano, con dei rumori di sfondo dissonanti, oppure con un silenzio assoluto, calmo ed ovattato.
Una piccola porta che si chiude, piano,
isolandoci dal resto.

Certi muri ci costringono a guardare su, da dove arriva uno spiraglio di luce
la superficie liscia su cui scendono lentamente tante gocce
e scivolano come due mani che si cercano
fino a che non rimangono fisse a guardare te. Ferme chissà dove, chissà per cosa.

Certi luoghi si inclinano, sembrano sbagliati perché ci danno noia
quando è proprio questa la loro forza.
Il fastidio, il fatto che non riusciamo a camminarci diritti
il fatto che
non possiamo farci niente.

Certi sfondi sono disegnati, o sono finti perché ci sembrano finti
e ci richiamano alcuni fumetti di quando eravamo piccini, messi nel cassetto.
I tetti inclinati e scuri, la nebbia fredda, qualcuno che si affretta sull'uscio di casa tutto vestito di nero e un ombrello colorato, un gatto alla finestra
con la coda a punto interrogativo.

Certe strade continuano ad essere come due occhi che ti seguono mentre cammini,
tanto anche se sei a testa bassa te li senti addosso uguale
e cominci a farci l'abitudine.

Io vivo così,
a sensazioni.





I always get what I want

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"Nell'universo della mia pazzia
ho una nuova teoria
per me la gente
vola.
"

La cosa bella è che ci sono strade riservate alle persone curiose.
Queste strade non sono importanti perché ti portano da qualche parte, ma perché mentre le percorri c'è sempre
qualcosa di nuovo,
qualcosa che ti era sfuggito
oppure che prima proprio non c'era
o più semplicemente
che non volevi vedere.
Quindi il viaggio diventa piacevole e la meta perde di valore.

La cosa bella è che, quando ti ci trovi,
c'è un momento in cui vedi chiara solo la fine e le cose sono due:
o ci vai a sbattere
o torni indietro.
Ma come ho detto
queste strade sono riservate soltanto alle persone curiose.

La cosa bella è riderci su.

Alberi inesistenti

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Quando sono insofferente ho l'abitudine di percorrere chilometri a piedi, con della buona musica, meglio ancora se improvvisamente piove e le piazze si svuotano, fino a che non diventano simili ad una scacchiera a colori
tutti uguali.


E mentre meditavo se non è il caso che sia io a dileguarmi nello stesso modo silenzioso col quale sono arrivata, lasciando alla gente le proprie convinzioni inutili
su come misurare l'intelligenza guardando un libretto universitario
oppure evitando di ascoltare perché si ha la presunzione di non averne bisogno




mi sono trovata davanti un bimbo con gli occhi giganti, immobilizzato nel guardare un'arcata che lo sovrastava.
Ho tirato diritto, ma continuavo a chiedermi cosa ci trovasse di tanto interessante nel vedere le cose da quel particolare punto di vista.
Così sono tornata sui miei passi
e ho capito che aveva ragione.






"Ci sono sogni che vivono così intensamente nelle menti di certi uomini che
anche se non si realizzano diventano semi
che fanno germogliare lo stesso sogno
nella mente di un altro."
F. Scianna

Io se avessi una penna ti scriverei, se avessi più fantasia ti disegnerei.

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Quante volte mi basterebbe semplicemente dire quello che realmente sto pensando, tirare fuori le palle e dirlo. Invece sono lì, che cerco una scusa, che mi sembra di tergiversare.
Cazzo.
Certe volte mi piacerebbe doverlo fare.
Andando ancora più a fondo del sogno
sarebbe bello non poter dire niente
affatto
qualche minuto di conversazione in silenzio
così avrei detto tutto
e poi, chi lo sa,
magari ci potremmo anche capire.

Reckoner

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Necessità. Perché è così importante? Chissà se a qualcuno è venuta voglia di ragionarci su, se ci ha ripensato, se certe parole martellano nel cervello, oppure scivola tutto addosso, via. Come se nessuno avesse mai detto niente.

Oggi mentre tornavo a casa e come al solito ero sul treno e come quasi sempre ascoltavo i Radiohead e come spesso accade guardavo fuori dal finestrino e come a volte succede rubavo un po' di qua e un po' di là dalle persone attorno e come raramente capita alcune di esse hanno attirato la mia attenzione e come mai
chissà
mi sono ritrovata con una strana sensazione addosso, come di consapevolezza.
Non guardo le persone come se fossero persone, o meglio anche, ma come se fossero fotogrammi, delle fotografie,
dei tagli, dei chiari momenti.
Le cose fuori
prima non lo erano, prima che qualcuno le pensasse e prima che occupassero uno spazio.
Prima, nel senso
non esistevano.

Non c'era molto altro
solo io, la musica, qualche nuvola, che per fortuna forma ancora disegni diversi.
Il resto sembrava il mondo.

E stavo bene.



Go slowly ...

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Cosa mi piace. Ora come adesso molte cose.
La sensazione di empatia, comunicare, stimare.
L'ansia di quando sto per fare qualcosa di importante. Le decisioni e l'essere decisi. Quando so di fare la cosa giusta.
I dubbi. Il tatto. Pensare a qualcuno lontano ma avvertirlo così vicino.

Non dare e non avere una seconda possibilità.

Alcune frasi scritte che mi restano nel cuore. Alcune canzoni che restano in loop nelle cuffie o semplicemente i suoni ripetitivi.
Stringere forte una mano e sapere che aiuta a stare meglio.
Credere in qualche mia stupida convinzione, tipo quella sopra.
I colori che mi porto addosso, che mi porto dentro.
L'impegno.
Le persone sconosciute che scambiano una battuta e mi fanno ridere.
Alcune stranezze dei miei amici.
Essere vulnerabili, essere indifesi, disarmati e... uscire allo scoperto.
Quelli diretti, che mi dicono le cose come stanno e mi spronano, mi svegliano, mi smuovono.
Quei momenti di cui non mi capacito, quando cammino per la strada e mi sembra tutto nuovo, tutto diverso, tutto inspiegabilmente lento, come se la mia vita la vedesse un altro.
O come se io vedessi la vita di qualcun altro.
Quando scrivo queste cose e ne sorrido, perché le penso davvero e non sono drogata. Quando so che anche ad altri succede, e ne sorrideranno altrettanto.
Anche se non ce lo diremo mai.

Stare in silenzio, a guardare qualcosa.

Condividere.

Can anybody fly this thing?

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Compagnia della pioggia, della micia sotto la coperta azzurra che fa le fusa, del caos delle mie cose sparse e dei disegni da ultimare... Delle luci di una notte che avanza fuori, con il passo che sa solo lei.
Quando cambia il ritmo di quella canzone mi viene in mente un'immagine... Una ragazza vestita di tanti colori che inizia a girare su sé stessa, in un prato verdissimo o forse
nel cielo.
E poi, rallentando, guarda fisso verso di me, accenna un sorriso,
scosta le nuvole, allontanandole veloci. Magari chissà, dice qualche parola

non contraddire i miei sogni
mai.



Prossima cosa da fare.


A.A.A cercasi dialogo illuminante. [Cioè "la risposta è dentro di te, ma purtroppo è sbagliata" ]

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Vorrei che la mia testa fosse un foglia di carta bianco, i pensieri come una matita a punta fine, le mani della fattezza delle mie idee.
E parole.


- MI - vorrei sollevare.

Cartolina

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"Ti scrivo caro fiore,
che qui non nevica e non piove
più"

foto di Andy

... Sono tornati i fine settimana in questi due giorni, dopo circa un mese che non se ne vedeva uno come si deve.
Ritrovarci sulle strade e sulle curve dell'autunno, sul punto di arrivare alla fine delle sue sfumature accese.
Cercare un albero arancione da mettere come sfondo pagina di una giornata.
Si vola e si scende come un'altalena,
si respirano i profumi che non ci appartengono con gli occhi che seguono,
si avvicendano le casine abbandonate, le foglie che planano
con tutta la calma del mondo,
e pensare
mi piacerebbe riuscire a fotografare una persona che, nel mentre, mi guarda glaciale, diretta.
Il silenzio scandito dai rintocchi del vento sulle mani, dove c'è aria fradicia di colori freddi, sole e nuvoloni, pioggia e tramonto.
Mi piace questo ritmo, lo sento pieno.

Quei fottuti piccoli gesti che ti abbracciano la vita,
piano.




I've been searching for my wings. Some time.

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Grigio e bianco, in tinta perfetta con la notte in dormi-veglia, in contrasto netto con la pausa caffè.
Allora esco dalla porta
vestendomi di viola, berretto arancione, borsa verde.
E mentre cammino per le strade, praticamente sole,
cerco di non pensare alla gran fifa che ho, al non deludere le aspettative, al non deludere soprattutto me stessa e tutto quello per cui e grazie al quale sto percorrendo questo sentiero. Alla felicità, nervosismo, eccitazione, incredulità.

E' semplicemente un altro gradino da salire.


Guardo in alto il cielo che scolora, tutto
e una canzone che risuona tra le pareti del mio fantasticamente minuscolo mondo

...
i've got my heart, here in my hands now.
i've been searching for my wings,
i've been searching for my wings some time
'cause i'm a bird girl
and the bird girls go to heaven,
i'm a bird girl
and the bird girls can fly




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Da delirio concerto di MorganMarcoCastoldi ad un tour di 200 km sulle Alpi, alla ricerca di fresco fresco, da giorni con voglia impressionante di studiare e portarmi avanti un bel po' di lavoro ad altri in cui non passa la voglia di fare nulla.

L'estate e il suo respiro incerto.

Passano ore in cui fare come i gatti, allungati alla finestra
e seguire con gli occhi i movimenti fin troppo lenti nelle mani del mondo
a ricamare gente, ad imboccare speranze, a disinibire sogni.
La notte dipinta di notte da una mano tremula, infradiciata di afa e stelle. La notte ballerina, con l'estate colma nel bicchiere
e qualche goccia di pioggia a ticchettarmi piano il tempo
sulla fronte.

Fermo immagine sorridi
guarda in su

e buona fortuna.








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Serata di brezza, da affacciarsi sul mare, con i piedi dentro la sabbia tiepida e lo sguardo appeso
luna grande
arancione, il suo broncio immenso
immerso in pennellate blu, piano piano sempre più scure, sempre più intense.
Ancora lo stupore
di vederla lì, tanto più rotonda quanto più precisa
la curva dei tuoi desideri.






Pro | Contro

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Tramalona: termine carrarino per indicare qualcuno di estremamente imbranato, scordinato e spesso con equilibrio fisico piuttosto precario.

Sono tutta sbaruffata comunque.
Tanti pro e contro viaggiare in moto.
I pro: vento tra i capelli, aria fresca da respirare, le curve, trovi subito parcheggio, il sole ti accompagna con un tepore piacevole, le stelle ti sembrano più vicine, puoi urlare qualsiasi parola al vento, la piacevole stanchezza - quella classica post gita, simile a quella del liceo dopo che non dormi per giorni, ma ti rende tanto euforica -
I contro: tremila nodi tra i capelli, aria rovente quando ti fermi per far passare l'unica vecchina nel raggio di chilometri a 37°C di Maggio , una volpe che ti attraversa la curva di notte, fa la finta di tornare indietro e i numeri per schivarla, leghi i caschi dopo aver parcheggiato e perdi la chiavina del lucchetto, prendi l'insolazione dopo averla cercata per un'ora in un prato enorme (senza trovarla), le stelle non sono mai troppo vicine, se la parola è culo bisogna fare un po' di attenzione, la schiena tronca.

I pro in generale della Val d'Orcia: la vallate che io amo e non mi stancherei mai di fotografare, la quiete che ti permette di prenderti delle ore per aspettare che una farfalla si posi in un fiore qualsiasi per farle una macro, i campi sterminati di papaveri e grano che qui non ci sono e a me piacciono tanto, avere un ragazzo che ti fa seimila foto in questi posti,svegliarsi al mattino presto per andare in quelle stradine sterrate ideali per schioccare una grandangolata coi fiocchi e magari un casolare abbandonato proprio lì, sulla sinistra o sulla destra, ma comunque da un lato. I cieli puliti che sembrano pennellati, orizzonti non pervenuti, pali della luce inesistenti, miriadi di vicoletti toscani su cui governa silenzio anche di sabato sera, su cui piomba la notte e puoi fare lunghissime esposizioni, le colazioni epocali, la cucina casereccia, il profumo.

I contro in generale della Val d'Orcia: non riesco a riprodurre la bellezza, le farfalle non si posano MAI quando ci sono io nei paraggi, al mio naso non piace molto la primavera, saltare come una pazza in mezzo ai campi perché il mio ragazzo deve farmi le foto, non ricordarsi di settare iso 100 e lasciare iso 1000 dalla notte prima ( tornare a farle uguali al tramonto perchè non si possono perdere delle foto così per la mia inutile testa di cippa). Non ci sono contro, non ci sono contro, non ci sono contro, non ci sono contro, l'obesità inevitabile, non ci sono contro.

Le macro che ho tirato fuori mi hanno soddisfatta, alla faccia della banalità.

YES

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E' per questo che io AMO la musica!
Mi proietta dappertutto, ovunquetutto: un flashback di 1/1000 di secondo ed il sole torna a battere sulle mani fuori dal finestrino dell'auto che acchiappano l'aria e poi la tengono stretta. Nient'altro che una manciata di buoni pensieri.
Il caldo è quello di Luglio inoltrato, accanto ho le mie amiche che alzano il volume della radio, suona "Yes" dei Coldplay ed è la ventunesima volta che l'ascoltiamo.
Colori d'estate, il verde intenso che sussurra piano al rosso del tramonto, s'intona con il vento tra i capelli ed io che scatto foto.
Vorrei fermare ogni attimo, so che è impossibile, ma per fortuna ho i miei cinque (forse sei) sensi. Forse non mi ricorderò i nomi (anzi, non me li ricordo e basta), ma i volti, gli odori, le sensazioni al tatto sono sempre vive in me, pronti a rivivere.
Mi piace, è una sensazione di completa pienezza, un gradino più sopra della leggerezza
e so per certo che molti mi possono capire, senza che dica altre parole.

E' per questo che capita spesso
di incontrarmi con il sorriso.

Why are you running away?

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Non so come sia possibile, ma delle volte mi dimentico di quanto sia stupendo The Wall, nonostante l'abbia ascoltato una miriade di volte dai 14 anni in poi.
Adesso il ricordo più vicino che mi torna è Run Like Hell nelle cuffie, il terriccio asciutto sotto le scarpe, inizi a correre e la voce di Waters che ti carica. Per un attimo, davvero, ti senti che la fatica a 'sto giro non ti può minimamente sfiorare. Infatti vai sempre più veloce, perché sei a metà tra ingenuo e masochista.
Poco importa.

Invece il ricordo più lontano arriva da una gran quantità di aria estiva sulla pelle, gli occhi chiusi, forse un sorriso ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Fuori ci doveva essere un silenzio improbabile, di quelli che esistono soltanto verso le due del pomeriggio se ti trovi sul terrazzo e tutto il resto del mondo è sulla spiaggia, a tavola, sul divano. Poco importa dove siano gli altri, comunque, se ti trovi immerso in un oceano fatto di minuscole bollicine di musica, sensazioni, odori, voci confuse. Il cotone sulla pelle, una manciata di quei sogni lì in meno.
Poco importa dov'è tutto,
se non ne hai la percezione.