Visualizzazione post con etichetta Nuage. Pensieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nuage. Pensieri. Mostra tutti i post

Ciao!

|



Quei pochi rimasti a leggermi ormai sanno che ho la mania di cambiare duecento volte blog, grafica e quant'altro. Quindi non si stupiranno se dirò loro che non solo le mie foto, ma anche il mio blogghino ora si trova a questo indirizzo


Forse definitivo. Chi lo sa? Comunque, venite a trovarmi, se vi va.
 :D

Chiusi gli occhi per tre volte mi ritrovai ancora lì...

|


Dal momento che ho cancellato un'intera cartella con dentro delle tavole abbastanza importanti salvate da nessun'altra parte e sto continuando a portare sulla scrivania bicchieri stracolmi di acqua perché mi dimentico di averli portati già
mi metto un attimo in stand by,  magari cercando di ripigliare quel pezzo di me che ho lasciato tra i colori arancio di Madrid, quei suoi volti bizzarri
 ed ognuno si fa i fatti suoi, camminando sotto la pioggia a testa alta come se tra gli alberi filtrasse sempre il sole
secondo un ritmo inconsueto che non riesco a seguire, gli spazi che sembrano convergere su un unico puntolino (me) tanto che mi gira la testa se provo a fare fotografie dal basso verso l'alto dall'alto verso il basso.
Disorientante.
Molto meglio una microdimensione,  cielo striato bianco e blu a contrastare le ceramiche delle case basse dai colori neutri, un gatto da cornice ai vicoli sprofondati nel silenzio dell'ora di punta.
Molto meglio la piccolezza, ben lontano dai riflettori, dalle domande, dal luccicchio, dall'io.
Molto meglio un sorriso e defilarsi piano piano
ad osservare da un angolino qual è il momento migliore per fare centro.

Non so effettivamente quante volte ancora possa sbagliare, certamente nella stessa quantità in cui possa essere nel giusto
ma se riuscissi a leggerti addosso un po' di sereno oppure regalarti un po' di sole
non mi importerebbe granchè di tutto il resto.


One for you, one for me.

|
AAAAAAAAAAA
Mi sembra siano passate cinque settimane da inizio settimana
ed invece sono trascorsi solo 3 miseri giorni fatti di 30mila ore e  triliardi di secondi che si triplicano ad una velocità inqualificabile.
 Parola del giorno: tre.

Comunque.
Dopo la settimana scorsa passata a trotterellare tra un corso ed un altro, cercando di non far rotolare qualche testa
domenica ci siamo catapultati alla corsa dei tre ceri di Gubbio, in cui siamo passati da +25°C della mattina con un sole che levati, a +5 forse +6°C durante tutto il pomeriggio con pioggia.
 Ma questo non ci ha impedito di fare delle corse sulla pietra iper scivolosa pendenza 90% con la rinomata agilità di una foca spiaggiata, arrivare la sera fin sopra al monte con un'impermeabile multicolore che lascia fare.
Scendere in condizioni disumane fino al centro storico per le nove e mezza, dove mi sono divorata diversi tavolini commestibili assieme ad una discreta quantità di vino (gratis) (OLE').
Dicevo, dopo questa domenica trascorsa molto in relax (di cui logicamente non ho ancora avuto modo di vedere le foto scattate), ho passato un giorno e mezzo al computer per produrre un progetto che fosse alla pari di quelli studiati in tre settimane, staccandomi giusto le 4 ore per ricaricarmi il cervello dormendo, avendo conferma ancora una volta che chi fa da sé fa veramente per tre
magari anche per quattro o cinque, sia mai avanzasse del tempo utile.
Tempo che ieri avrei voluto utilizzare per iniziare a salvare in jpg le foto del matrimonio di settimana scorsa, dico SALVARE IN JPG mica ho detto POST-PRODURRE, cazzo. E invece nisba, perché circa 200gb di foto nell'hard disk non mi facevano girare nemmeno il Capture. Ma che ve lo dico a fare?
Così mi sono mandata a fanculo, sono andata a riprendermi e sono tornata con un hard disk esterno da 2TB che ho scoperto si pronuncia TETRABAIT dalla commessa ESPERTISSIMA di expert
e che poi devo imparare a non fare una sega e a vendermi, vendermi tantissimo! Chissene di saper fare qualcosa?? Basta crederci!!!
Ne trae giovamento anche la pelle con un bel trattamento al VAFFA universale.

Con permesso.

Perplessità

|


Derivano dall'utilizzo dell'agenda, reso più carino e attraente dai colorini di iCal, perché tutte le cose con davanti una -i- di -iMac assumono altre sfumature.
Ovvero balle!
Per me scrivere attività in un'agenda è come fare inutili buoni propositi per il nuovo anno: detesto programmare le giornate, soprattutto quando il mio umorebarracarattere coincide con la luna (storta) e sapere già in anticipo quello che devo fare comporta farlo controvoglia, solitamente malissimo.
E' come se avessi un occhio puntato addosso, tipo ansia da prestazione che mi porta a combinare disastri.

Comunque, volevo dire un'altra cosa.
 Ieri mentre impugnavo la macchina fotografica sotto il sole a picco ed il mio Socio Amico uguale ( devo dire momento ideale per fare foto di NONPOSA agli sposi, nonostante l'idea brillante di portarli al parco della versiliana). Dicevo, mentre il caldo ci stava sciogliendo le dita delle mani e dei piedi senza ritegno... Ho capito che nemmeno le foto di posa ci riesce di farle senza rotolarci per terra, sdraiarci dal basso col grandangolo, far camminare la sposa col tacco 12 su un micro sentierino alberato o in mezzo alle anatre incazzatissime che svolazzano sul lago.
Quindi la regola è prenderla sul ridere e dimenticarsi di dover confezionare le persone in un album da 80 pagine dove la finzione è la regola.

Ci vorrebbe un po' più di anima
q.b.


A rincorrere le nuvole.

|


In questi mesi le giornate sembrano finire troppo presto per iniziare ancora prima. 
Sembra che il problema non sia prendere la strada più lunga o quella più corta
ma avere fretta.

Oggi però è domenica, a tutti gli effetti.
Girovagare senza meta, fermarsi a respirare l'aria delle colline, godere del panorama, guardare una micro fiera in un micro paesino sorseggiando un bicchiere di birra artigianale. 
Essere appagati delle piccole cose. 
Metto al sicuro il mio mondo ed il mio sorriso
nei tuoi occhi .


Solo i viaggiatori finiscono

|


"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.

 E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
 Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. 
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. 
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. 
Il viaggiatore ritorna subito."
J. Saramago

Ecco.
Mi piace sia tu il mio compagno di viaggio e che mi racconti il mondo con i tuoi occhi, perché quando una qualsiasi giornata arriva al termine
 mi sento piena 
di nuove cose.


We are standing on the edge.

|


Non mi piace affatto quando sento ciò che ho sgretolarsi piano tra le dita, non amo guardare da lontano una felicità che non mi sento affatto in grado di dare.
Non mi piace quando dico affatto nelle frasi, mi sa di qualcosa di drastico a cui non so se porre rimedio, se mai dipendesse da me.
Chissà.
Mi piacerebbe percorrere una strada,
in salita, in discesa, un po' e un po'
invece mi sembra di sentirmi costantemente davanti  a un bivio.
Immaginati ganzo poi se mi portasse alla solita meta
?

La notte si avvicina...

|


Ci risiamo.
Oggi non ci siamo proprio.
Cielo monocromatico, passanti impassibili, mal di testa da ignorare, pioggerella fine a puntinare le finestre.
Sono inchiodata al pc cercando di caricarmi di entusiasmo come le duracell MA
il mio cervello vaga
purtroppo, o per fortuna
molto velocemente. Mi sento stra
piena di cose, idee, di voglia di realizzarle, di andare di pari passo con i miei desideri
e so benissimo che l'impazienza non gioca a mio favore.
Non che questo mi dispiaccia, potessi avere tutto e subito non mi parrebbe vero.
Infatti non lo è.

Continuo comunque a non capire se esista o meno il momento giusto.

See You Soon

|


Quando sento un'enorme folla di gente far casino, dire le peggio cazzate, ridere a crepapelle, cantare a squarciagola
ammutolirsi
davanti ad uno spettacolo di fuochi d'artificio sotto un cielo nero ed una città completamente al buio
forse penso che siamo tutti un po' bambini, un po' sognatori
e ci piace credere alle storie inventate tra le pagine della notte, sussurrate all'orecchio prima di addormentarsi per abbandonarsi alla stanchezza.

Anche se le luci poi si accendono di nuovo.
Perché dipende quali, dipende come.



Il miglior ultimo dell' anno potessi mai trascorrere.
Grazie.

Eccomi!

|



Valencia
In un giorno rosso a caso.

Sì lo so.
Che ci sono sempre stata.
Ma ogni tanto mi capita di perdermi da qualche parte, di vagare per sentieri inutili che non portano da nessuna parte, se non a stancarmi e a perdere energia.
A essere un po' meno io.
Devo dire che questi giorni di febbre mi sono serviti per fare un po' di chiarezza nel cervello, per ottenere una sorta di ordine mentale. Ma quello che più mi premeva era arrivare al mio "ordine discreto dentro il cuore".
Al che sono tornata, con il cervellino in moto, risvegliato da nuove idee, rincuorato di nuove mete da raggiungere e moltissime da concludere.
Il segreto è credere in quello che si fa e finchè avrò cento darò cento.

Mi manca la mia leggerezza.

|
E con questa frase potrei chiudere il post, ma vorrei andare oltre.



Mi manca quella parte del mio carattere che in questo periodo avrei voglia di ritrovare e di tenermi stretta. Vorrei farti capire che è la parte più bella e che non riuscire a trovarla mi fa sentire in difetto. Vorrei trovare un modo per riuscire a spiegarlo.
L'essere leggera fino in fondo, far star bene le persone fino in fondo, dire le frasi fino in fondo, espormi fino in fondo. Lasciarmi alle spalle i fantasmi, i volti, le parole, i gesti, non gesti, le fantasie, il fatto di immaginarmi le cose. Sono stanca di questo meccanismo che ho messo in moto nel mio cervello e che sta diventando autodistruttivo.
Mi irrita aver lasciato che molti eventi prendessero il sopravvento, che la responsabilità di questo sia soltanto mia. Mi irrita aver saputo più di quello che avrei dovuto sapere, soprattutto per il mio bene. Mi irritano i miei pensieri, le mie domande, le mie convinzioni, vedere le cose da lontano e non sentirmi parte integrante. Aver pensato di prendere un' altra strada in silenzio, dar retta alla parte vigliacca di me che vuole fuggire a sè stessa piuttosto che comprendere il motivo di una paura.
Non è così che funziona.

Io non funziono così.

Oh, l'ho detto.
Che cazzo.

<<< restart

BLOW OUT

|
Certe persone le guardo da lontano: sono la sintesi di tutto quello che non sarò mai, credo, ma che in certi momenti vorrei essere per provare a -sentire- meno.
Qualche volta sono stanca di vivere tutto a trecentosessantagradi e al cento per cento, allo stesso tempo essere quella che sta meno male offrendo una spalla, una gamba, un braccio. E' uguale.
Vorrei stare in punta di piedi ed in superficie. Uscire tutta agghindata senza sentirmi goffa e impacciata con tutti gli accessori carini, bellini e femminili. Preoccuparmi per delle emerite stronzate come quale paia di converse comprare, leggere le riviste, entrare in un centro commerciale ed uscire con tante borsine dell'ultima moda, circondarmi di persone così, le stesse che quando parlano sembra mi stiano facendo la supercazzola.
Ad ogni modo per qualcuno sono state e saranno speciali ed uniche.
Quindi a volte mi chiedo che senso abbia.

Happy life, happy faces...

|

Questa vacanza mi ha rovinata!
Sono state le mie parole durante i festeggiamenti del matrimonio di mia cugina, fin troppo floreale, fin troppo spagnolo... Ed avevo ragione, vista la febbrina del ritorno.
Attorno ad un tavolo di risate, bottiglie di vino, salsine speziate, scattare foto a caso, perché al buio completo è difficile mettere a fuoco qualcosa.
I piedi nudi sprofondati nell'erba umida, la luna chiara da laggiù. Gli invitati che ti prendono in simpatia, i bambini che ti fanno le facce buffe in risposta alle mie, ti si mettono in posa ma aspetti che non siano più in posa per scattare, finire a ballare Bob Marley con la nikon al collo che non si sa mai.

L'acqua tiepida sulle gambe, riconoscere qualche voce lontana dei metri, fare video scemi e le foto brutte da vacanza che ho sempre voluto fare.
Non avevo mai visto l'oceano.
Tutto intorno scorre
sedersi sulla riva in solitudine e chiudere gli occhi a tutto quel sole, quel vento.
Sorridere, nel sentirti vicino al cuore.

|


Avete il pennello , avete i colori,
dipingete voi il paradiso
e poi entrateci.


Ogni volta che leggo queste poche parole mi sento meglio,
come se tutt'intorno fosse vuoto
ad aspettare,
ed io avessi me a disposizione per fare della vita un arcobaleno.

Prima o poi lo faccio

|

Assolutamente.

Parto con una cinquantina di rullini, l'analogica, prendo un treno a caso e chi mi ama mi segua
oppure chi s'è visto s'è visto.

Comunque vada avrò sempre me stessa a farmi compagnia
e direi che non è poca cosa.



... E mi sogno i sognatori che aspettano la primavera ...

|



Stasera mi viene da ripensare a quella letterina che ti ho fatto recapitare qualche mese fa.
Al fatto che avrei anche voluto rileggerla insieme, un giorno. Riderci su.
Ero quasi convinta che a 'sto giro la vita avrebbe potuto piacevolmente sorprendermi, perché avevo fatto un passo in avanti.
E tutte le parole che spesso mi tengo in un posto inutile, tra il cuore e le labbra, le avevo messe lì, nero su bianco e poi sarebbero passate a te.
Cosa ci poteva essere di sbagliato. Era la cosa più giusta da fare.
Invece il tempo, a volte, se ne frega, spesso portandoti via le cose migliori, dal basso verso l'alto con fare sicuro come per chiederti
cos'altro poteva mai accadere, secondo te?-
Il tempo altre volte ti segna la pelle, ti scava dentro mettendoti a nudo, guardandoti
bene bene in viso.

Comunque niente.
Era per dirti che nonostante il tempo passi e tu abbia preso il tuo treno a vapore
io ti porto ancora con me, dentro la stessa canzone. E va bene così.


Negli occhi della gente una certa malinconia.

|

Se l'estate fosse iniziata potrei certamente dire che si sta per dirigere alla deriva.

Il cielo si rabbuia prima, ma ancora con un arancio intenso dietro a nuvolone scure, quando fanno capolino. Le maniche lunghe colorate, qualche ombrello di qui, i bambini che saltano le pozzanghere e io a rubarli, portandomeli via in qualche foto.
Un'estate composta dalle solite serate composte dalle solite persone e dalle solite risate. Quindi lucine nuove colorate
da vedere e riaccendere prima di addormentarsi, dentro il freddo di una casa mobile
sotto una coperta nerissima di stelle.
Genova notturna, perfetta, in modo così assurdo e silenziosa. La sensazione di perdere qualcosa tra le mani che quasi quasi la lascio andare prima io.
Mi sembra la sensazione di vertigine, una spinta incontrollabile verso il basso, verso il vuoto.
Ma ne vale davvero la pena, di vivere ogni cosa in modo viscerale se la vita diventa come osservata dal punto più alto.

Che la paura poi
passa.




"C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero"

|

Bello avere dei limiti ed incazzarcisi, bello riuscire ad imparare qualcosa, incamerare, tenerselo stretto, bello che non ci sia un nome ma un modo di fare, bello rimanere così impressi nelle persone e dare un'impressione positiva
negativa.

Bello spacciarsi per la parte debole, bello che la gente ne sia convinta, bello stare un gradino sotto al piedistallo e vedere distintamente cadere da lassù, bello stare coi piedi per terra

ed essere in India, Africa o
tra i cieli bluissimi
soltanto immaginati
bello aprire gli occhi e trovarti lì che stai dormendo.

Dovessi scegliere
non mi cambierei con nessun altro.

Se vuoi, vuoi.

|


Voglio viaggiare, vedere ancora tantissime cose. Stare all'estero per un po'.
Arredarmi una casina mia, non troppo grande, con qualche angolo iper colorato ed un divano comodissimo vicino ad una grande finestra che affaccia sui tetti, tutti l'uno accanto all'altro.
Voglio una parete su cui scrivere quello che mi passa per la testa, un'altra su cui appendere fotografie a seconda dell'umore, a seconda dei miei sogni.
Entrare nell'ingresso, posare le borse, la giacca, sciogliere i capelli e sentire quell'abbraccio che mi fa capire di essere finalmente a casa.

Un giorno vorrei una famiglia, dei figli, delle responsabilità grandi.
E poi al mattino, mentre mi rigiro assonnata nel letto, ritrovarmi a fianco la persona che voglio avere accanto anche a distanza di dieci, quindici, vent'anni.

Sì, guardarla
e sorridere.





Penso ad un cielo

|



lontano dal mio...




... I veri viaggiatori partono per partire e basta:
cuori lievi,
simili a palloncini che solo il caso muove eternamente,
dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché.

I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

Charles Baudelaire