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Solo i viaggiatori finiscono

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"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.

 E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
 Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. 
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. 
Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. 
Il viaggiatore ritorna subito."
J. Saramago

Ecco.
Mi piace sia tu il mio compagno di viaggio e che mi racconti il mondo con i tuoi occhi, perché quando una qualsiasi giornata arriva al termine
 mi sento piena 
di nuove cose.


We are standing on the edge.

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Non mi piace affatto quando sento ciò che ho sgretolarsi piano tra le dita, non amo guardare da lontano una felicità che non mi sento affatto in grado di dare.
Non mi piace quando dico affatto nelle frasi, mi sa di qualcosa di drastico a cui non so se porre rimedio, se mai dipendesse da me.
Chissà.
Mi piacerebbe percorrere una strada,
in salita, in discesa, un po' e un po'
invece mi sembra di sentirmi costantemente davanti  a un bivio.
Immaginati ganzo poi se mi portasse alla solita meta
?

Happy life, happy faces...

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Questa vacanza mi ha rovinata!
Sono state le mie parole durante i festeggiamenti del matrimonio di mia cugina, fin troppo floreale, fin troppo spagnolo... Ed avevo ragione, vista la febbrina del ritorno.
Attorno ad un tavolo di risate, bottiglie di vino, salsine speziate, scattare foto a caso, perché al buio completo è difficile mettere a fuoco qualcosa.
I piedi nudi sprofondati nell'erba umida, la luna chiara da laggiù. Gli invitati che ti prendono in simpatia, i bambini che ti fanno le facce buffe in risposta alle mie, ti si mettono in posa ma aspetti che non siano più in posa per scattare, finire a ballare Bob Marley con la nikon al collo che non si sa mai.

L'acqua tiepida sulle gambe, riconoscere qualche voce lontana dei metri, fare video scemi e le foto brutte da vacanza che ho sempre voluto fare.
Non avevo mai visto l'oceano.
Tutto intorno scorre
sedersi sulla riva in solitudine e chiudere gli occhi a tutto quel sole, quel vento.
Sorridere, nel sentirti vicino al cuore.

Negli occhi della gente una certa malinconia.

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Se l'estate fosse iniziata potrei certamente dire che si sta per dirigere alla deriva.

Il cielo si rabbuia prima, ma ancora con un arancio intenso dietro a nuvolone scure, quando fanno capolino. Le maniche lunghe colorate, qualche ombrello di qui, i bambini che saltano le pozzanghere e io a rubarli, portandomeli via in qualche foto.
Un'estate composta dalle solite serate composte dalle solite persone e dalle solite risate. Quindi lucine nuove colorate
da vedere e riaccendere prima di addormentarsi, dentro il freddo di una casa mobile
sotto una coperta nerissima di stelle.
Genova notturna, perfetta, in modo così assurdo e silenziosa. La sensazione di perdere qualcosa tra le mani che quasi quasi la lascio andare prima io.
Mi sembra la sensazione di vertigine, una spinta incontrollabile verso il basso, verso il vuoto.
Ma ne vale davvero la pena, di vivere ogni cosa in modo viscerale se la vita diventa come osservata dal punto più alto.

Che la paura poi
passa.




Dato che pioveva

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Quando sei a giro e vedi qualcosa che vorresti fotografare
e vedi già la foto
e sai che verrà esattamente così come l'hai vista ancora prima di scattare
perché secondo me certe cose esistono solo per essere fotografate
e le noti proprio perché le fotograferai

c'è un'unica cosa che devi fare e cioè fermarti
e fare CLICK
anche se le uniche cose utili che hai per farlo sono i tuoi occhi, la tua testa
e il fatto che il mondo in quel momento gira nel verso esatto che ti stai immaginando tu.

Alberi inesistenti

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Quando sono insofferente ho l'abitudine di percorrere chilometri a piedi, con della buona musica, meglio ancora se improvvisamente piove e le piazze si svuotano, fino a che non diventano simili ad una scacchiera a colori
tutti uguali.


E mentre meditavo se non è il caso che sia io a dileguarmi nello stesso modo silenzioso col quale sono arrivata, lasciando alla gente le proprie convinzioni inutili
su come misurare l'intelligenza guardando un libretto universitario
oppure evitando di ascoltare perché si ha la presunzione di non averne bisogno




mi sono trovata davanti un bimbo con gli occhi giganti, immobilizzato nel guardare un'arcata che lo sovrastava.
Ho tirato diritto, ma continuavo a chiedermi cosa ci trovasse di tanto interessante nel vedere le cose da quel particolare punto di vista.
Così sono tornata sui miei passi
e ho capito che aveva ragione.






"Ci sono sogni che vivono così intensamente nelle menti di certi uomini che
anche se non si realizzano diventano semi
che fanno germogliare lo stesso sogno
nella mente di un altro."
F. Scianna
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Dove sei
?




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Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.

A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.
F.Pessoa





All I Need

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"Copiavo il gesto,
ma del contadino mi mancava la saggezza - l'occhio esperto che capisce il cielo, e misura il suo scontento. "
A. Baricco - Emmaus

Go slowly ...

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Cosa mi piace. Ora come adesso molte cose.
La sensazione di empatia, comunicare, stimare.
L'ansia di quando sto per fare qualcosa di importante. Le decisioni e l'essere decisi. Quando so di fare la cosa giusta.
I dubbi. Il tatto. Pensare a qualcuno lontano ma avvertirlo così vicino.

Non dare e non avere una seconda possibilità.

Alcune frasi scritte che mi restano nel cuore. Alcune canzoni che restano in loop nelle cuffie o semplicemente i suoni ripetitivi.
Stringere forte una mano e sapere che aiuta a stare meglio.
Credere in qualche mia stupida convinzione, tipo quella sopra.
I colori che mi porto addosso, che mi porto dentro.
L'impegno.
Le persone sconosciute che scambiano una battuta e mi fanno ridere.
Alcune stranezze dei miei amici.
Essere vulnerabili, essere indifesi, disarmati e... uscire allo scoperto.
Quelli diretti, che mi dicono le cose come stanno e mi spronano, mi svegliano, mi smuovono.
Quei momenti di cui non mi capacito, quando cammino per la strada e mi sembra tutto nuovo, tutto diverso, tutto inspiegabilmente lento, come se la mia vita la vedesse un altro.
O come se io vedessi la vita di qualcun altro.
Quando scrivo queste cose e ne sorrido, perché le penso davvero e non sono drogata. Quando so che anche ad altri succede, e ne sorrideranno altrettanto.
Anche se non ce lo diremo mai.

Stare in silenzio, a guardare qualcosa.

Condividere.

La quadratura del cerchio

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Mi fido. Diffido.
Basta poco, qualche piccola differenza.
Diffido della pienezza dei buoni sentimenti. Di quelle persone che sputtanano le parole perfette ai quattro venti.
Costruirsi la poesia con una tale SEMPLICITA'.
Diffido di quelli che mi vengono incontro col sorriso in faccia, così, perché fa una buona impressione.
Tu non sai chi sono io
beh no.

Conosco una persona, con molti ci parlo, con qualcuno scambio sguardi. Altri mi attraversano la strada, o si affacciano ad una finestra mentre passo io, o mi guardano storto, perché non sono inclini.
Migliaia sono sconosciuti, resteranno tali. E viceversa.
Tu non sai chi sono io
beh no
chi ti dice che lo voglia sapere.

Il guaio è essere anche troppo puliti, troppo geniali, anche troppo a tempo.
Voglio vedere il fondo, il difetto, lo sbaglio. Voglio vedere l'inganno perché tu sia
credibile.
Sono diffidente, scostante e spesso incostante.
Giochi di parole, giochi di vita,
il centro non sei tu,
il centro non sono io

il centro è ancora una volta spostato
di qualche millimetro più avanti.

CARTE DA DECIFRARE

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Per quanto mi riguarda sono in stasi.
Ferma, completamente.
Tipo come quei sogni, in cui sei lì che vuoi metterti a camminare, a correre, a parlare, urlare e senti la ZAVORRA ancorarti a terra.
Ecco. Proprio così.

Ti capita mai?
Di non ricordarti come si fanno certe cose, eppure sai sì, sai che le sai fare perché le hai fatte molte volte.
La famosa ansia da foglio bianco
che a me SEMBRA bianco
anche se poi non è AFFATTO bianco, a 'sto giro.



A chiunque dovrebbe essere concessa della musica, prima di prendere un'altra strada,
lontana e parallela alla tua.
Oppure per contratto
dovrebbe avanzare TEMPO
di un saluto

Where I end and You begin

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Ha senso rovistare nelle cose vecchie?
La risposta è sì.
Però puoi anche non trovarci niente.

2 punto 30

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"Nuvole ...
Esse sono tutto, crolli dell'altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra
e il cielo inesistente;
brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuiscono; nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti.

Nuvole... Sono come me,
un passaggio sfigurato fra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l'oscurità , finzione dell'intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo.

Nuvole... Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto."


[ F. Pessoa Il libro dell'inquietudine.]

The Escape Artist

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Oggi disintossicazione totale e after hour di progettazione.
Allora se c'è un mese che puntualmente detesto è Gennaio.
A parte il fatto che quest'anno proprio non mi sono resa conto dell'esistenza delle festività, o del capodanno, o del natale, eccetera eccetera eccetera.
Testimone il fatto che alla mezzanotte del trentuno ero a vedermi un film assurdo sprofondata nel piumone con Andrew, avevamo già cenato, bevuto, acceso e spento quei troiai di stelline cinesi, mentre fuori il diluvio e non chiedevo di meglio.
Ma poi, ribadisco: Gennaio!
Ritmi scombussolati, il 7 devo alzarmi alle 5.30, cioè roba da ridere, dopo che per una settimana non ho fatto altro che andare a letto oltre le due o per lavorare al progetto, o per brindare a qualsiasi cosa esistente, o per pensieri cupi vari ed eventuali.
Gennaio è da abolire,
lasciamoci in balìa dell'inverno, che c'è frega del tempo.
Già, che ce frega.
E invece.

Ho voglia di bianco e nero, cristallino e nitido come il cielo di oggi
ma anche ruvido, rumoroso, imperfetto

impronta affondata nella pioggia.

Sì.

Assioma Zen

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Se vuoi che qualcuno si interessi a quello che fai
interessati prima tu a quello che fanno gli altri.



Questi posti davanti al mare

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Mi piace vagare senza meta di sera, alla luce gialla dei lampioni sotto quella pioggerellina finissima che cade sul cappello di lana. Tipo la pioggia che usano nei film per le scene romantiche.
Fantasticare su un futuro che si immagina ancora lontano, o forse mi attende appena girati l'angolo, come un gatto tricolore a giro, sul paraonde.
I granelli scuri di sabbia lì, a confondersi col mare. Fra poco sarà il loro turno.
Comunque, poi, l'inverno.

Un bel fermo immagine.
Ma, se Dio vuole, è solo realtà.


Punto. E ricomincio da capo.

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Camminare sul tappeto scricchiolante e giallo, sotto una luce fredda di Ottobre, finito troppo presto e senza neppure una foto. Ma quante di notte,
me le sogno e me le segno. Prima o poi le realizzo.
Funziona così.
Firenze: immersa nel totale silenzio, nell'insolito vociare più silenzioso del solito, ogni tanto interrotto dai miei pensieri a mo' di centrifuga.
Ogni volta che esco dal corso di progettazione urbana carambolo per la strada con nuove visioni delle cose, per questo dico centrifuga. Arrivo in aula vestita di verde ed esco stropicciata di arcobaleno.
E probabilmente mi beccherò anche qualche insulto, ma che bello che è guardare le idee su carta delle persone, le idee che prendono forma, viaggiano a pari passo con le parole, con le immagini a colori
tutte a costruirsi come uno di quei video accelerati, il cervello che elabora, trasforma, intuisce.
Che vabbè, ci saranno anche le paginate di calcoli, di formule, di teoria, di anni di studio ...
Ma cazzo, sarebbe proprio bello essere capaci di FARE ANIMA.

Il gioco del Silenzio

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Posterla [Fosdinovo]
Nikon D200
Sigma 17-70mm @ 17mm f/3.5
tempo esposizione 1/25

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[ on air:
Prairie wedding- Mark Knopfler
cioè capolavoro]

Oggi potrei dire molte cose, delle quali la maggior parte sarebbero tutt'altro che positive,
specialmente per il fatto che mi sono svegliata all'alba a vuoto ed è già la seconda volta dopo solo una settimana di inizio delle lezioni. Perché se non mi si presenta un professore e non mi avvisa sulla sua carinissima bacheca on line di 'sta minchia, scusami se mi c'incazzo. Visto che tiro fuori i soldi di abbonamento di treno, di tasse e di buona volontà nel farmi 4 ore di viaggio per starti a sentire. Te e tutti quelli come te, che non capiscono che esistono i pendolari e non tutti possono permettersi una casina sopra la facoltà, ma si svegliano tre ore prima per arrivare puntuali alle nove. Ullàlà che rivelazione.
Ma oggi non ho voglia di sottolineare l'ovvio, voglio dare retta soltanto al mio entusiasmo e al fatto che, 'sti cavoli, quello che faccio e che mi sto costruendo giorno dopo giorno mi piace proprio. E se mi guardo intorno me ne rendo conto sempre di più, così come parlando con le persone.
Ancora di più scontrandomici pesantemente, ma non è nemmeno la soluzione lasciar parlare sempre e continuamente, se ciò che sento e che vedo va contro a quello che penso io, a quello in cui credo io, a quello che sento.

Comunicazione VS indifferenza.