Visualizzazione post con etichetta pioggia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pioggia. Mostra tutti i post

Dato che pioveva

|






Quando sei a giro e vedi qualcosa che vorresti fotografare
e vedi già la foto
e sai che verrà esattamente così come l'hai vista ancora prima di scattare
perché secondo me certe cose esistono solo per essere fotografate
e le noti proprio perché le fotograferai

c'è un'unica cosa che devi fare e cioè fermarti
e fare CLICK
anche se le uniche cose utili che hai per farlo sono i tuoi occhi, la tua testa
e il fatto che il mondo in quel momento gira nel verso esatto che ti stai immaginando tu.
|



Pausa.

Certe cose non mi appartengono più. Certe persone non mi appartengono più. Certe volte non mi appartengono più.
Non so chi di voi, sicuramente tanti,
lo abbia mai provato
camminare
camminare
camminare da soli
e guardandosi intorno, guardandosi indietro
avvertire piano piano un soffio sottile
che cancella via quello che hai lasciato alle spalle
che manca poco perché non ti trascini via anche te
come un granellino veramente minuscolo in mezzo a tutto quanto di infinito di sabbia, di cemento, di calore, di vita non ti è permesso di toccare.

E più il soffio insiste e più ti senti sradicato da qualsiasi cosa che c'era e che non c'è più,
da in qualunque modo tu fossi ed ora non esiste, puff, svanito, sollevato, via.

Sempre più leggero.

E mi sento meglio.







|
In realtà ho molti dubbi, in generale. A parte in quelle due o tre cose che mi scaldano dentro anche quando non c'è altro che freddo. O quando piove a dirotto e ti si fradiciano i pantaloni ed i calzini ed i capelli e il cappuccio della felpa. E sai che noia. 
Invece no, in alcuni angoli della mia vita spunta sempre il sole.

Ma non è una buona serata questa per mettersi a ragionare.
Mi chiudo in una cinquantina di pagine di un libro e
click.
[ e poi le lucine
tanto per chi la tristezza non sa giostrarla]