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Inutilità

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Veramente. Avrei anche voglia di scrivere, ma questo mal di testa mi lascerà mai o è perenne?!
Mica sarà il marchio dell' architettodenoartri come quella cosa al dito (medio, ma è solo un caso) perché tieni la penna, matita per vent'anni male e allora quando entri ad architettura ti dicono che è il segno dell'architetto?
No così.

Traslo i disegni
e di conseguenza la mia gatta che ci sta spalmata sopra- perché lei si diverte ad usarli come parco giochi, specialmente quando sono carinamente stesi sul tavolo-
nel letto che non uso
e ciao.

Comunque bello il letto che non uso,
nel senso che mi piace come cosa da dire.
Il letto che non uso.
Vabè.


I have seen the light

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Marzo è quasi deleterio come Febbraio, con il vantaggio però che mi leva la pazienza, quella dose minima che posseggo a cose normali.
Quindi divento assai più stronza. E' come se fosse un assioma: l'assioma della stronza(ta).
Tutto ciò giova particolarmente al mio cinismo, che vedo con gioia tornare alla base e che è quello che mi serve per arrivare senza esaurimenti a Luglio.

Le cose di cui necessito urgentemente sono:

A) Riacquistare una vita sociale che sia effettivamente sociale, un po' più appagante delle parole scambiate col controllore del treno o con lo schermino Partenze/Arrivi di Trenitalia, o delle chiacchiere confezionate nelle pause pranzo/pause caffè/pause corso normale degli eventi.

B) Riappropriarsi di un aspetto degno, tralasciando quello così chiamato -pre esame- il quale, non si capisce ancora bene come mai, è da qualche mese che me lo porto dietro.
Per uscire di casa con altri vestiti che non siano la tuta e con altri capelli che non siano simili a coperchi per teiere.

C) Riaddormentarmi rilassata ma soprattutto risvegliarmi rilassata, senza quei tripli s c r o c alla cervicale, probabilmente causati dall' addormentarmi di botto sul pc, o mentre leggo un libro e mi cade la testa

D) Ritornare ASSOLUTAMENTE a correre. VENTO IN FACCIA.
C'è da dire, comunque, che mi ritengo soddisfatta della velocità e grinta competitiva del mio passo stazione.
Qualcuno mi dica che non sono l'unica a fare le gare coi passanti, dando loro un piccolo vantaggio per poi accelerare d'improvviso a ritmo di musica nelle cuffie e superarli impunemente.
E cosa dire poi, quando si ha lo zaino, la zavorra del computer su una spalla (quella destra, perché la sinistra oramai è passata a miglior vita) e si riesce a passare avanti a tutti: uomini aitanti, donnette con passo spedito ma coi tacchi - vostra rovina! - , o meglio con le ballerine -hophophop-, ragazzetti carichi come muli che mantengono uno sguardo di sfida verso la sottoscritta. Niente! Non c'è verso.


Oddio, forse una vacanza...

LOOKING GLASS

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Spotlight parolachiave: sensazioni.

Un'assurda ragione.

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Perché studio architettura
Perché faccio fotografia
[Da guardare in assoluto FULL SCREEN
Se non avete dieci minuti di tempo prendeteveli]


The Third & The Seventh from Alex Roman on Vimeo.

57 secondi di sole.

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Discanto

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Oggi mi ha svegliata un lunedì di pioggia.
La neutralità del cielo e dei passanti con i loro ombrelli a motivi tutti uguali.
Un lunedì lontano secoli da un weekend distaccato dal tempo e dai luoghi: ho fatto in tempo a dire che da noi non nevica mai, che a Sarzana siamo usciti dalla pizzeria con il cielo mentre fioccava bianco e il freddo da accucciarsi morbidi dentro i cappotti e le mani in tasca.
I tetti spolverati ad addolcire la luce, che con tutto quel chiaro sembrava di essere proiettati dovunque ma, comunque,
di non essere lì.
Bella la sensazione di estraneità.
La sabbia bianca, i piedi freddi e le guance rosse come ciliegina su un distaccato collage a colori.
Il mare grosso ed un cane che corre.
Non ho fatto tutte le foto che vorrei, ma questo fa parte dell'ovvietà.

Sono stati giorni di fattezza molto leggera e pochi pensieri, per essere contenti della piccolezza, a concludersi al di sopra delle righe con il concerto di Fossati da emozionarsi facile.
Attenzione: facile, ma non scontato.
Trova la differenza.

Rovescio

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Stasera sono esaltata. Non so come mai, ogni tanto mi succede.
Secondo me sono meteoropatica al rovescio, sento il temporale di oggi con tutti quei fulminetti che si scaricavano sulle apuane. Stupendi, se visti dal finestrino del treno.
E il rombo che conciliava il sonno, comunque il mio si concilia da solo.
Allora mi sono ricordata del cartone Fantasia della Disney, da piccola c'ero un po' fissata, specialmente la scena in cui Zeus si incazza e lanciava i fulmini e si rimboccava la nuvola.
Stupendo.
Devo rivederlo tutto ORA.


Ho tutte le spalle spelate che non è un gioco di parole, e soprattutto non c'è da comprare una consonante.

Molto voce fuori campo

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Sono un briciolo morta. Il mio fisico si sta riducendo ad un pezzo di carta stropicciata. Tra l'altro non so quanto sia piacevole sentirsi dire, ad ogni incontro nuovo,
-ti vedo scomparire sempre di più-
Che tra l'altro è un gran bel paradosso.

Ma comunque, in questi giorni credevo di impazzire.
Perché a due giorni dall'esame non è cosa così gradevole non sapere sede, aula, orari, girovagare per quelle 4 o 5 sedi sparse per Firenze chiedendo istericamente alle portineriee/o segreterie un po' di normale organizzazione universitaria.
Poi vabeh, io sono materiale facilmente deformabile: è cosa da niente iniziare ad immaginare che 6 mesi di corso universitario con tanto di professore, in realtà, non fossero mai esistiti.
Mi è venuto il dubbio che la persona che ci faceva lezione fosse una mia proiezione mentale, un mio stato d'esistenza incredibilmente colto e incredibilmente essere maschile
il quale stava lì, col microfono accanto alla cattedra a riempire lavagne di dimostrazioni e calcoli strutturali, telai e matrici, sezioni e diagrammi, culi e camicie.
Fantascienza da bere, tra le altre cose.


Aggiungo che in tutti quei 10 o 15 Km percorsi ho perso una costola ad ogni starnuto, un polmone ad ogni colpo di tosse e la consistenza pseudo-normale dei mie capelli per colpa della pioggia e delle folate a quota +6000 su Piazzale Michelangelo (tanto per accorciare un po' il giro di ritorno a casa), i quali si sono trasformati in un gomitolo
Gomitolo e punto, non è che.

Riassumendo, come sempre,
qualche fotografo che passa di qui mi potrebbe consigliare quanto potrei farmi pagare per dei servizi che mi hanno chiesto? Io non so proprio, considerando che non sono professionista e non voglio fare la figuraccia di chiedere troppo, oppure troppo poco.
:-/

Barceloooooonaaaaa

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Ho un semi delirio esistenziale, non so se causato dai Queen e dalla loro celebre “Barcelona”,
dal ricordo della vacanza in Spagna quando, di prima mattina, mi sono affacciata al balcone dell’Hotel intonando una lirica possente della sopra citata canzone
-BAAAARCEEEEELOOOOOOOOOONA
a braccia spalancata, con la mantella arancione tipo Batman de noartri e lo sguardo oramai annebbiato dalla Sangria ( a volte usata come collutorio, per necessità). Quando dopo poco, sul pullman
“Ma chi è che stamattina cantava Barcelona dalla finestra?”


oppure dall’anestesia post estrazione dente del giudizio, che mi sta trascinando in un fantasmagorico tunnel di leggerezza e di sospensione,
nonché in uno stato simile ad un palloncino aerostatico dalla bocca storta, gonfiato con l’elio. Ovviamente.

“Posso gonfiar
fino al camìn
farmi piccina come un topìn...!”

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Certe volte non mi capacito di quanta poesia le persone sprigionino. 
Di quanta anima.

Allora ogni tanto mi riascolto queste parole e questa musica,
non servono molti fronzoli, molte forzature, parole messe al contrario,
connesse fra di loro con imbrogli linguistici, che leggi e non capisci
dove si vuole arrivare?

Cosa vuoi dirmi
?

Per me la parola è immediatezza, impatto, emozione.

Questo testo è così
semplicemente inarrivabile.

MenoPiù

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[ ascolta e guarda ]






'Stamattina ho fatto una fatica immane ad emergere dal piumone, che non si può proprio spiegare.
Litri di acqua calda e poi fredda e poi calda e poi fredda e poi congelamento totale

Ma tutto ciò non mi ha aiutato a svegliarmi.
Allora ho preso i libri per preparare un esame e mi sono fatta forza scaraventandomeli sui piedi, sbattendo la chiorba (testa) contro la porta diverse volte. Poi ho rufolato tutto nella borsa, assieme al necessario per la lezione e a diverse altre amenità: lo spazzolino da denti, "l'uomo senza storia" col righello come segnalibro (ed una copertina stupenda), i cruciverba, lo sciaffolino (shuffle), gli occhiali da sole, la pinza per i capelli, l'abbonamento del treno.
Vado in stazione affrontando il gelo col cappello arancione e il cappotto, ma devo aver sbagliato qualche conto.
Infatti mi dimentico il portafogli con i documenti, e allora torno a casa, dopo aver perso il treno, logicamente.
Aspetto un'oretta prima che giunga l'altro. Aspetto in casa, son mica scema. Con la coperta di lana, la gatta sulle ginocchia ed il pensiero sempre più inquietante de
"Ma chi cazzo me lo fa fare? Ora me ne torno a letto"

Allora mi lancio la Lamù (gatto) sui piedi, così nel frattempo me li scalda.
Mi avvio nuovamente verso la stazione, sempre col cappello arancione ma stavolta armata di piumino bianco alto sette piani, tipo le torte di matrimonio.

Massima del giorno -sul treno devo studiare-


Ronfo impunemente le due ore di andata (e anche le due ore di ritorno, tanto per ribadire il concetto che ci vuole il fisico, mentre io resto un ologramma), con il terrore costante di non riuscire più a scendere per mancanza di forze.

Invece scendo e attraverso Firenze col vento in poppa ( embè, dove volete che vada il vento?), in splendente ritardo come al solito, con un insolito entusiasmo che sembrerebbe più simile all'isterismo. Ma è un dettaglio.


Mi sento in forma, questo è da dire.



Tutto sommato la vita universitaria ha un suo perchè: tralasciando le tasse che dobbiamo versare, tralasciando che non abbiamo un cazzo di laboratori, di aula studio (in realtà ci sono, anche se hanno le sbarre) di sedie e/o banchi... Che siamo costretti a farci gli sgabelli con le scatole di cartone, le bottiglie e i cuscini di gommapiuma...
Ma c'abbiamo i megaschermi (spenti) nei corridoi e le nuove, meravigliose macchinette del caffè con lo sportellino... Vuoi mettere.

Tutto sommato
non ci manca niente per essere ottimisti.

_ Post Nucleare _

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Ho l'umore sotto le scarpe e sono a piedi nudi.
Dovrei iniziare a finirla di sentire la vocettina che mi dice - sei una nullità-
Anche perchè non si tratta solo di una vocina, ma di una palese realtà!
Sto veramente iniziando a pensare che è meglio che mi cerchi un'altra occupazione.
Del tipo....
Annaffiare i fiori?!

Il gioco del silenzio?!
Stare sdraiati sul divano ad inventarmi una nuova forma di depressione?!
Sticazzi?!
Vedi che volendo se ne trovano di cose da fare...

Comunque qualsiasi cosa succeda sarò esaurita così



Poi mi affaccio alla finestra (praticamente non esco di casa da Sabato mattina) per rinnovare il panorama dei libri e dei disegni e mi ritrovo un buzzurro con sei quintali di panza che strabuzza dal terrazzo, così. Come niente.

Che bello eh.
Roba da
"fantascienza da bere"
...

_ Voce del verbo sticazzi _

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Via, stasera sono buona.



Che uomini. Che roba.
No, ma io metterei anzi un po' di tecno in macchina a volume LEGGENDARIO.
Sticazzi.

11.06 _____

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Ore 11.06: le cose sono due.
O prendo un barile di caffè o mi addormento.
Dal momento che devo continuare a studiare queste pagine con i caratteri di dimensioni lillipuziane, direi che sia il caso di indirizzarsi verso la prima opzione.
In più ho fatto un rapido calcolo in centimetri quadri della mia pelle, credo proprio di riuscire a tatuarmici le cose da ricordare, almeno quelle appartenenti a questo libro ...
Prossimi acquisti:
una polaroid,
penne a sfare
ORDINE e METODO.


_ Chetati, bambocciolo... _

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Dovrei fare -santa subito- l'accoppiata
J. Petruccibarrabiciclettaaritmocompulsivo
che mi salvano, lievemente, dalla fame nera di questi giorni.

Mi sta già risalendo il nervoso a causa dell'università e ciò non è cosa buona, giusta, nè corretta. Anzi è "oltremodo scorretta" (cit.)
L'estate procede a rilento, mi sto già rompendo le balle (per usare la licenza poetica a me tanto cara...). C'ho voglia di freddo, neve, piumoni, del mare d'inverno.
Di tutta quella moltitudine di vuoto che carambola giù per le strade, e si annuvola su
per i camini delle case.

Comunque volevo solo dire:
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI. DIFFIDATE SEMPRE!

_ Non può essere successo! (cit.) _

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Sto scrivendo con un occhio solo funzionante. Non so, credo che un aliante o un simil insetto lo abbia confuso per una pista d'atterraggio. Camomilla supercalmante sulla palpebra.
Ultimamente mi sogno le foto che voglio fare. Precisamente i ritratti. Ce li ho nitidi nel cervello, infatti appena mi sveglio me li scrivo, li vedo proprio davanti a me, li sento vicini, ho la percezione reale di quando scatto. Sono preoccupante?
Molto spesso per riuscire a realizzare una foto non me ne devo rendere conto. Nel senso che non devo pensare che
-Ah! Sto facendo una foto-
Non ho proprio il tempo materiale per accorgermene. E' come se una parte di me uscisse da me, tipo Odamèbraun in Ghost, oppure Doc quando non deve inceppare negli altri due come lui, nell'episodio dell'almanacco sportivo.

Ma cosa ne so, ho sonno.

_ "Sushi ghiacciato a colazione" _

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Sto per avere una crisi isterica.



Ore 6.00: sveglia. Treno ore 6.49.
Ieri pensavo.. Visto che ho lezione alle 18, anzi che prendere il treno alle tre del pomeriggio meglio partire al mattino presto, con una brezza lievemente più gradevole e così via.

Tempo di percorrenza 2 ore. Oramai lo sanno tutti.
Dormo un pochino, studio un pochino, ascolto un pochino. Esisto un pochino.
Arrivo in stazione prendo l'autobus (già 24°C alle 08.55).
Ore 9.30 varco la soglia di casa. Dopo, ovviamente, essermi chiesta un po' di cose.
Voglio dire. Dicesi autobus non jet privato. Se aumenti la velocità fino a livelli smodati non è che passi al livello successivo della playstation. Non è che decolli.
Inchiodi ai semafori e frantumi qualche femore alle vecchiette e qualche palla alla sottoscritta, anche. HopHopHop.
E' finita, mi prometto.

Apro la porta di casa, fresco tipo igloo ma senza igloo.
"Ora mi butto sul letto, mi rinfresco un attimo, poi mi metto a studiare, con calma, tanto ho tutto il pomeriggio"

Apro la doccia, verso litri di acqua e ammoniaca nel secchio e mi metto a pulire tutta la casa. Vuoi mettere poi...
Si fanno le undici, si contano pezzi del mio corpo sparsi per tutta la casa che chiedono pietà. Li assecondo, mi schianto sul letto, con molta violenza tra l'altro.

Si fa mezzogiorno, si fa la fame nera. Accendo la radio, mi butto sotto la doccia (senza ammoniaca) e dico: vado a prendermi una pizza.
Esco, mi sciolgo, mi ricompongo: la pizzeria all'angolo è chiusa. Con quel che resta del normale umore che mi distingue da una panchina vado verso la pizzeria a 500 metri.
Entrano i miei capelli, qualche dita del piede destro, la lingua (ma solo dopo 2 minuti) e aspetto 15 minuti circa una miserabile pizza che solo dopo posso constatare che fa proprio caa. Ma non si dice mai, è vero.
Caffè, 6000 gradi. Ho perso anche la lingua.

Ore 14.30 c.ca
E' ora di studiare. Apro i miei libri, la mia non calcolatrice di plastica, sfodero le penne, i righelli, la matita, la gomma, la mia NON-conoscienza, la mia MEZZA-coscienza.

DLINDLON: sms casaVianello

"Oggi non posso fare lezione alle 18, ho avuto un problema"
Perdita dei capelli. Così, sull'unico piede reduce dai 500 metri di asfalto rovente.

Ore 15.00
Le dita corrono verso la stazione che oramai è mia amica. Sulla fronte c'avevo scritto, un giorno: "io non pago i biglietti e mi diverto a farmi 4 ore di treno con 35 gradi all'ombra"


Ore 15.57
Treno per tornare a casa.
Studio molto, sudo molto, non esisto affatto. ASCOLTO TROPPO, non bestemmio mai. PURTROPPO.

Ore 17.00
DLINDLON: Sms casa Vianello:
Laura-"Sei tornata a casa? Perchè mi ha scritto P. se facciamo lezione alle 19"


Come dici?

_ Anche io voglio scendere _

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Sono

lievemente

preoccupata.



link

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Ride bene
chi ride ultimo


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LINK-> http://www.brightcove.tv/title.jsp?title=361569272&channel=298782895

Spero che l'abbiate visto in molti. Ma probabilmente MOLTO non è mai quanto ABBASTANZA.