Life in Technicolor

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Nonostante la sveglia alle 5.31, le quattro ore di treno andata | ritorno con lettura leggerina del buongiorno | buonasera tipo "Cavie" di Palahniuk, la corsa per arrivare in facoltà fresca come una sorgente (di cazzate) entro e non oltre le nove (e ciò vuol dire stazione->facoltà in meno di dieci minuti quando a passo svelto ne dista una ventina. Infatti ho deciso che parto di casa in tuta, mi porto il cambio e quando scendo dal treno inizio a correre con lo zaino in spalla. E chi s'è visto, s'è visto. )

Dicevo: entro e non oltre le nove, per essere pronta ad ogni domanda possibile ed immaginabile del professore di diritto urbanistico... Che ancora non ho capito se è perché mi ha preso in simpatia oppure tutto l'opposto, ma comunque l'importante è dare risposte con un certo abarraplomb che poi non ho, infatti notare l' a privativo.
Nonostante le sette ore di lezione globale, sono super estasiata per l'esperienza in camera oscura. E' da sempre che desidero usare i rivelatori, le pinzette, le bacinelle, la carta fotografica...
Non vedo l'ora di sviluppare il mio primo vero rullino in bianco nero. Anche se comunque ottenere una stampa dal foro stenopeico con vista duomo non mi ha fatto molto schifo.

Una ragazza (la quale ancora ignora che fra molto poco poserà per me) mi dice:
" Cavolo. Io avrei paura a stare qui dentro da sola. Tu non avresti paura?"
La guardo, ma non ho la certezza che se ne accorga, e allora le avrei voluto rispondere
- Stare qui dentro è come essere avvolta nell'ovatta, una sensazione di non sensazione, di calore delle cose, degli oggetti, delle persone. Un po' come tirar fuori un coniglio bianco da un cappello magico-
Poi le ho risposto solo che
" Ma no, è rilassante"

Non so come mai, molto spesso non dico tutto quello che realmente mi passa per la testa. Troppo spesso non dico niente di niente.
Forse perché un po' odio quando gli altri mi guardano come se fossi scesa da una nuvolona, a triliardi di universi paralleli da qui.

E altro cielo, altra corsa.



YES

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E' per questo che io AMO la musica!
Mi proietta dappertutto, ovunquetutto: un flashback di 1/1000 di secondo ed il sole torna a battere sulle mani fuori dal finestrino dell'auto che acchiappano l'aria e poi la tengono stretta. Nient'altro che una manciata di buoni pensieri.
Il caldo è quello di Luglio inoltrato, accanto ho le mie amiche che alzano il volume della radio, suona "Yes" dei Coldplay ed è la ventunesima volta che l'ascoltiamo.
Colori d'estate, il verde intenso che sussurra piano al rosso del tramonto, s'intona con il vento tra i capelli ed io che scatto foto.
Vorrei fermare ogni attimo, so che è impossibile, ma per fortuna ho i miei cinque (forse sei) sensi. Forse non mi ricorderò i nomi (anzi, non me li ricordo e basta), ma i volti, gli odori, le sensazioni al tatto sono sempre vive in me, pronti a rivivere.
Mi piace, è una sensazione di completa pienezza, un gradino più sopra della leggerezza
e so per certo che molti mi possono capire, senza che dica altre parole.

E' per questo che capita spesso
di incontrarmi con il sorriso.

Why are you running away?

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Non so come sia possibile, ma delle volte mi dimentico di quanto sia stupendo The Wall, nonostante l'abbia ascoltato una miriade di volte dai 14 anni in poi.
Adesso il ricordo più vicino che mi torna è Run Like Hell nelle cuffie, il terriccio asciutto sotto le scarpe, inizi a correre e la voce di Waters che ti carica. Per un attimo, davvero, ti senti che la fatica a 'sto giro non ti può minimamente sfiorare. Infatti vai sempre più veloce, perché sei a metà tra ingenuo e masochista.
Poco importa.

Invece il ricordo più lontano arriva da una gran quantità di aria estiva sulla pelle, gli occhi chiusi, forse un sorriso ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Fuori ci doveva essere un silenzio improbabile, di quelli che esistono soltanto verso le due del pomeriggio se ti trovi sul terrazzo e tutto il resto del mondo è sulla spiaggia, a tavola, sul divano. Poco importa dove siano gli altri, comunque, se ti trovi immerso in un oceano fatto di minuscole bollicine di musica, sensazioni, odori, voci confuse. Il cotone sulla pelle, una manciata di quei sogni lì in meno.
Poco importa dov'è tutto,
se non ne hai la percezione.